Il calendario annuale del datore di lavoro domestico

Come usare questo calendario e le regole comuni

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  1. Identifica il tipo di rapporto e le fonti ufficiali da controllare
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    Si applica a rapporto già comunicato all’INPS, quando devi capire quale regime ti riguarda. Apri lettera di assunzione, comunicazione INPS con codice rapporto a 10 cifre e ultima busta paga e verifica tre elementi: mansione, convivenza, orario.

    Tre tipi ricorrenti:

    • Colf — pulizie, bucato, cucina, gestione casa. Livelli A, B, C del CCNL.
    • Badante — assistenza a persona anziana o non autosufficiente. Livelli CS e DS, con indennità specifica se l’assistito è certificato non autosufficiente.
    • Baby-sitter — custodia bambini, di norma inquadrata come colf ai livelli B o C.

    La distinzione convivente / non convivente / a ore incide su paga e contributi e va fissata prima di versare.

    Cosa controllare ogni anno, prima di pagare:

    • Circolare INPS sui contributi lavoro domestico — pubblicata tra gennaio e febbraio, fissa fasce orarie e valori convenzionali per l’anno. È l’unico riferimento per l’importo trimestrale.
    • CCNL lavoro domestico vigente — definisce minimi per livello, indennità, orario normale fino a 40 ore per non conviventi e fino a 54 per conviventi, ferie, permessi e maggiorazioni.
    • Cassetto previdenziale del lavoro domestico (INPS con SPID o CIE) — mostra ore denunciate, importi dovuti e ricevute. Se i dati non coincidono con la busta paga, correggi prima di versare.

    Annota su un foglio: mansione e livello, convivente sì/no, ore settimanali, paga oraria o mensile concordata, vitto e alloggio se previsti, più data e numero delle tre fonti consultate.